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Gent.mo 2008

Gent.mo 2008,

con la presente intendo lamentarmi per il servizio da Lei offertomi nel corso degli ultimi 365 giorni.
Ero quasi certo che non potesse essere peggio del suo collega, il dott. 2007, ed invece mi ha stupito negativamente.
Sicuramente il suo lavoro non è stato completamente da buttare, anzi, La ringrazio per aver reso possibile il mio incontro con la signorina L.C. e per avermi fatto comprendere alcune semplici nozioni che mi serviranno da lezione per i prossimi anni.
Ad esempio, non devo mai fidarmi delle parole : c’è chi si autoproclama la persona più buona del mondo, chi fa capire di avere tanto potere ma che in realtà usa i sogni delle persone per avere servigi gratuiti e sfruttarne il lavoro, chi fa tanti complimenti ma in realtà non pensa ciò che dice e chi nega persino l’evidenza.
Bisogna diffidare da chi proferisce verbo solo per dare aria alla bocca e dare maggiore credito a chi, zitto zitto, pensa ai fatti e dimostra con ogni suo gesto il proprio affetto, valore, onestà intellettuale.
Ho altresì appreso che il mondo del lavoro è pieno di sanguisughe pronte a prosciugarti ed abbandonarti una volta presa l’ultima goccia di sangue.
Mi sono anche reso conto che devo sì seguire il cuore e l’istinto, ma non ciecamente : è giusto non fidarmi subito delle persone e prendermi dunque qualche giorno/mese/anno per valutare in maniera approfondita e seria il reale valore della gente con cui interagisco.
Infine ho imparato che è bene non polemizzare su tutto e quindi, alcune volte, tenere per me alcuni pensieri, evitando di sembrare acido ed iracondo.
Lieto di averLa resa partecipe dei miei pensieri e delle mie opinioni, Le porgo distinti saluti, sperando di non rivederLa più.
Cordialmente,

Luigi Carafa

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