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Archivio per marzo 2009

Overclocked – A history of violence (Pc) – Recensione

30 marzo 2009 Tencar Nessun commento

Cinque ragazzi, cinque pistole, nessun ricordo ed uno psichiatra con le chiavi per arrivare alla verità.

In una recente intervista, Yoshinori Yamagishi, produttore di Star Ocean : The Last Hope ha affermato testuali parole : «Con film, TV e teatro è più facile controllare le emozioni e i sentimenti dello spettatore, ma nel caso degli sviluppatori di giochi si può sempre pensare a come i giocatori possano reagire ad ogni rappresentazione del personaggio o cambiamento della trama, è un aspetto che possiamo prevedere. Tuttavia dobbiamo fare queste previsioni in un certo anticipo, e incorporarle nel nostro lavoro. Quindi è una sfida più grande. Se riusciamo a superare questa barriera, allora considero il videogioco come un mezzo di comunicazione più grande, che può fornire alla gente esperienze profondamente emozionanti.>>
Sembra che i ragazzi di House of Tales abbiano ascoltato queste parole e, dopo averci deliziato con The Moment of Silence, cercano il fortunato bis con Overclocked – una Storia di Violenza.
Per scoprire se sono riusciti nell’intento di strabiliare il pubblico con una storia emozionante ed originale non resta che continuare a leggere la recensione.

Un protagonista poco eroico

Shakespeare fu, con il suo Amleto, uno dei primi autori a creare l’antieroe, ovvero un personaggio che viola la legge e le convenzioni stabilite della società riuscendo comunque ad ottenere la simpatia del pubblico, risultando comunque il protagonista.
La stessa storia viene riproposta dopo secoli da Overclocked visto che l’uomo intorno al quale ruoterà l’intera avventura è abbastanza anticonvenzionale : David McNamara è un esperto psichiatra di Washington con un passato burrascoso alle spalle durante il quale è stato dapprima congedato con disonore dall’esercito della sua nazione e poi quasi lasciato dalla moglie; verrà messo a capo di un’indagine dal governo degli Stati Uniti, un caso che ha shockato la città di New York e che ci viene narrato dall’introduzione : cinque giovani apparentemente senza identità, sono stati trovati in possesso di armi. Tutto questo potrebbe sembrare normale, ma c’è anche da tenere in conto che questi ragazzi, tutti più o meno coetanei, sono stati trovati maltrattati, in evidente stato di shock e totalmente privi della loro memoria.
Una volta ricoverati all’interno di una casa di cura, lo Staten Island Hospital, che chiuderà in poco tempo, saranno sottoposti alle domande incessanti del nostro buon David che cercherà di capire qualcosa sul loro passato e trovare i punti che, chiaramente, accomunano i cinque ‘stranieri’.

Un cast mica da ridere

Nel proseguo del gioco, oltre ad interpretare il già citato David McNamara, avremo la possibilità di vestire i panni dei cinque pazienti : rivivremo dunque il passato di questi ultimi in prima persona, cercando di venire a capo di questa intricata faccenda.
Naturalmente nel corso dell’avventura avremo a che fare con numerosi altri personaggi .
Tra essi possiamo annoverare il Detective Moretti, poliziotto NewYorkese che farà di tutto per dare fastidio e per mettere pressione al povero David, cercando di fargli risolvere il caso velocemente.
Fondamentale sarà anche il Dottor Young, direttore dello Staten Island Hospital, che, dopo un passato fatto di brillanti ricerche e di successi, si trova a fine carriera imprigionato tra le mura del vecchio ospedale psichiatrico a causa di un esperimento sbagliato nel quale morirono due persone.
Ultima ma non meno  importante, la scorbutica Tamara, infermiera ed assistente del Dottor Young che non farà altro che criticare le nostre decisioni, aiutandoci a malincuore.

Un palmare per amico

Dopo questa rapida carrellata sui personaggi ed i brevi accenni della trama, volutamente corti per evitare spoiler che avrebbero dunque rovinato i vari colpi di scena, andiamo a parlare delle meccaniche di gioco.
Overclocked – Una Storia di Violenza è una classica avventura grafica punta e clicca : nella schermata di gioco, semplice e ben definita, abbiamo l’inventario nella parte bassa dello schermo e basterà cliccare su un oggetto per poterlo selezionare, un successivo click porterà questo oggetto ad interagire con la superficie/altro oggetto/persona scelta.
Per quanto riguarda le azioni ed il movimento, basterà spostare il puntatore sulla zona o sull’oggetto selezionato per veder cambiare il cursore in una lente d’ingrandimento (nel caso in cui ci sia da esaminare un oggetto), in una freccia (nel caso in cui ci dobbiamo spostare da una locazione all’altra) e così via. Sarà inoltre possibile, con un doppio click, far correre il personaggio, perdendo così meno tempo possibile, d’altronde non sempre è bello aspettare i comodi del nostro avatar virtuale, vero?
Un’importante novità, sempre apprezzata dai giocatori di avventure grafiche, è l’introduzione del tasto spazio che ci permette in un attimo di vedere quali sono gli oggetti interessanti dello scenario nel quale ci troviamo.
McNamara userà inoltre un palmare con il quale potrà mettersi immediatamente in contatto con tutti gli altri protagonisti del gioco e nel quale registrerà le sue impressioni e i dialoghi ‘rubati’ durante le sedute d’ipnosi dei suoi pazienti.

Vince ma non convince

Andando a toccare il lato tecnico di Overclocked, rimaniamo con un po’ di amaro in bocca per quanto riguarda la grafica : gli scenari sono ben realizzati, in due dimensioni, mentre i personaggi sono completamente tridimensionali e realizzati con cura ma, purtroppo, ci troviamo di fronte a degli errori grossolani che saltano subito all’occhio; ad esempio nel momento in cui un personaggio vorrà tirare di tasca un oggetto, questo gli comparirà come per magia in mano.
Un altro particolare fastidioso è che il Dottor MacNamara rimarrà sempre con lo stesso vestito in qualsiasi occasione, persino quando torna in albergo e si mette a letto : non per fare i pignoli, ma avere sempre gli stessi abiti addosso, soprattutto dopo alcuni giorni, non rende di certo l’essere umano produttore di un buon odore.
Una volta superati queste piccole discrepanze, non possiamo che rimanere positivamente colpiti dai dialoghi perfetti e interpretati con il giusto pathos ma, purtroppo (o per fortuna) in inglese : potremo visualizzare comunque i sottotitoli in italiano; sono da ammirare i movimenti della bocca dei personaggi ,  coerenti e sincronizzati al parlato.
Una tecnica interessante è quella dello split screen, utilizzata perlopiù durante le telefonate, che consiste nel dividere lo schermo in due parti, facendoci vedere contemporaneamente le due persone al capo del telefono.

Conclusioni

Overclocked – Una Storia di Violenza regala un’ottima trama ed è un buon prodotto : gli enigmi troppo facili ,alcune incoerenze grafiche ed una parte centrale piuttosto ripetitiva e frustrante, non permettono al gioco di raggiungere l’eccellenza, ma chi ama le avventure grafiche deve provarlo ad ogni costo.
La trama è degna di un film ed i dialoghi e le musiche sono azzeccate e tengono sempre alta la tensione.
La giocabilità raggiunge altissimi livelli grazie alla semplice meccanica di gioco che si baserà tutta sul tasto sinistro del mouse per le azioni e sulla barra spaziatrice che evidenzierà i punti caldi.
La longevità si attesta sulle 13 ore, un po’ sotto la media per un gioco del genere, ma possiamo comunque accontentarci.
Ci sentiamo dunque di consigliare caldamente Overclocked agli amanti del genere, invitando i neofiti a guardarsi bene intorno prima di intraprendere questa esperienza di gioco.

Voto: 8.0/10

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25 marzo 2009 Tencar Nessun commento

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Voglio una Vita Tranquilla (lala)

16 marzo 2009 Tencar Nessun commento

In treno, impossibilitato a dormire a causa di un bambino che definire rompiballe è fin troppo riduttivo, mi trovo a fare i conti con tutti gli avvenimenti che ho vissuto nell’ultima settimana.
Dal punto di vista universitario non posso lamentarmi, non troppo almeno, visto che finalmente sul libretto sono comparse due nuove righe : ‘Metodi Numerici per le Decisioni’ e ‘Sistemi Informativi’ , rispettivamente il trentanovesimo e quarantesimo esame della mia -lunga, forse?- carriera universitaria che, dunque, sta volgendo verso una fine felice e definitiva; certo, con un po’ di impegno in più e di bastardaggine in meno, forse i voti sarebbero stati un filino più alti, e non di poco, ma giustamente, ridotto all’esasperazione dai viaggi per raggiungere Bari, li ho accettati senza fiatare.
Novità non da poco è quella del contratto firmato venerdì con Punto Formazione di Lanciano che mi ha assegnato un corso formativo per la Patente Europea; ebbene sì, da domani inizierò a lavorare ed insegnare andando quindi ad allungare la parte del curriculum vitae dedicata alle ‘precedenti occupazioni’. Devo ammettere che, insieme al giornalismo, ho sempre amato l’insegnamento : speriamo bene!!
Per porre termine a queste ‘memorie da scazzo’ che sto scrivendo per evitare di prendere a calci sulle gengive il bambino di cui sopra, segnalo all’intero mondo il mio ritorno sui campi virtuali di Pro Evolution Soccer : dopo circa un anno, i ragazzi della Pes League mi hanno rivisto giocare un torneo.
Risultati pessimi, certo, ma con un girone composto da F.E.A.R. (domato per 92 minuti), Salvahimovic (battuto) e Tufarelli (che s’è preso la rivincita dopo lo scandalo di 24 mesi fa a Taranto), non potevo pretendere molto, soprattutto considerato che non ho mai giocato su Playstation 3.
E adesso via verso nuove avventure

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Dawn of War II (Pc) – Recensione

16 marzo 2009 Tencar Nessun commento

Direttamente dai tavoli di gioco ai nostri schermi: Dawn of War 2 è finalmente disponibile.

Nel tardo 2004 uscì quello che per lungo tempo è stato uno dei migliori RTS (Real Time Strategy) di sempre, ovvero Dawn of War (DoW per brevità).
Per tutti coloro i quali ignorano l’esistenza di questo titolo, vado a ricordare che DoW altro non è che la trasposizione videoludica di un capolavoro dei boardgames come Warhammer 40.000 e che riuscì a conquistare una grande fetta degli appassionati del gioco da tavolo e degli strategici in tempo reale grazie all’accattivante modalità multiplayer.
Negli ultimi tempi, e questo sarà stato notato anche dal giocatore meno attento, si è sentita la mancanza di un RTS di spessore supportato quindi da una community attiva.
Al momento Starcraft II è distante e, a quasi cinque anni e dopo l’uscita di tre espansioni, abbiamo finalmente la possibilità di giocare il nuovo capitolo del prodotto THQ : riuscirà a soddisfare i cultori della serie ed a conquistare nuovi adepti?
E’ quello che scoprirete nel proseguo della recensione.

Razzismo spaziale?

Dopo l’introduzione, breve ma intensa e realizzata ottimamente, verremo catapultati all’interno della campagna single player.
Qui avremo una grandissima delusione : si potrà giocare soltanto interpretando gli Space Marines, lasciando quindi sconosciute le altre tre razze (che sveleremo più avanti).
Le prime missioni che si andranno ad affrontare non sono altro che un lungo tutorial che permetterà al giocatore di prendere le prime confidenze con le truppe, i comandi, l’eroe, la trama e la modalità di gioco.
Gli esperti di RTS potranno da subito notare che il motore grafico utilizzato per Dawn of War 2 è quello di Company of Heroes e, sebbene l’Essence Engine sia ancora in grado di reggere il colpo, certamente, a distanza di due anni e mezzo avremmo potuto pretendere qualcosa di più anche se, mettendo a confronto DoW 2 con gli altri giochi dello stesso genere, ci accorgiamo che la qualità grafica è superiore alla media e questo comporta, ovviamente, un leggero prezzo da pagare dal punto di vista dei requisiti per poter far girare degnamente il gioco.
Tornando alla campagna, oltre ad essere piacevole da giocare e sufficientemente lunga (soprattutto di questi tempi in cui molti giochi sono estremamente brevi, per venire incontro alle esigenze del giocatore medio, ma questa è un’altra storia) è anche ben realizzata sotto l’aspetto della trama, avremo spesso a che fare con gustosi video di intermezzo, con dialoghi puntuali, precisi ed attinenti, però in inglese (con sottotitoli nella nostra madre lingua : il gioco è completamente localizzato in italiano, ad eccezione dei suddetti dialoghi).

Il Gioco di Ruolo non guasta mai

I ragazzi dello studio THQ si sono impegnati per dare vita ad un gioco immediato e facile da imparare : ci accorgeremo sin dalle prime fasi che la costruzione di edifici sarà molto trascurata per far posto alla creazione di un esercito, neanche troppo numeroso a causa del cap limit (limite di unità che si possono produrre) piuttosto basso.
La tattica con la quale affronteremo le varie missioni sarà dunque fondamentale considerato l’esiguo numero di risorse che avremo a disposizione : pare proprio che Dawn of War 2 sia un gioco incentrato principalmente sugli scontri a fuoco tra le opposte fazioni.
I temi principali della campagna singol-player saranno fondamentalmente due, ovvero la distruzione di un particolare personaggio nemico oppure la difesa (o l’attacco) di alcuni punti crociali della mappa.
Sono presenti alcuni temi cari ai giocatori di RPG (role-playing game), infatti è possibile far evolvere il proprio esercito in svariati modi : una volta completate le missioni rispettando tutti gli obiettivi e quindi con punteggi alti, sarà possibile assegnare ad ognuna delle nostre truppe delle abilità speciali che potranno risultare molto utili negli scontri più accesi e difficili; sono inoltre presenti all’interno della mappa dei potenziamenti che potremo utilizzare per accrescere la forza dei nostri commilitoni.
Una piacevole sorpresa, che accresce notevolmente la longevità del gioco singolo, è la possibilità di affrontare l’intera campagna in compagnia (scusate il gioco di parole non voluto) di un nostro amico, su rete locale o tramite internet.

4 Razze per Domarli Tutti

Andiamo dunque ad elencare finalmente le razze disponibili per quel che riguarda il gioco multiplayer.
Potremo scegliere chiaramente i protagonisti della campagna principale, ovvero gli Space Marines.
Sono senza dubbio la migliore scelta per quei giocatori esperti che li prediligono grazie alla completezza tattica, sarà infatti possibile costruire unità per far fronte a quasi tutte le minacce apportate dagli altri eserciti.
Questa versatilità verrà però pagata da un numero minore di soldati disponibili : il cap limit è infatti più basso rispetto a quello delle altre razze.
Andando avanti troviamo i divertenti Orki (si scrive proprio con la k) : saranno grezzi, saranno rumorosi, ma sono veramente uno spasso da giocare, soprattutto per le urla di battaglia che sentiremo ogni volta che li andremo a selezionare.
Sono l’esercito più facile da utilizzare per quanto detto prima, sono comunque numerosi e, anche grazie ai tre eroi selezionabili, possono essere devastanti soprattutto all’inizio di ogni match.
E’ ora il momento di parlare degli Eldar, una delle razze più utilizzate nel precedente capitolo : essi hanno una natura ‘stealth’ ovvero sono silenziosi e letali : come gli Space Marines hanno un limitato numero di soldati producibili sopperito agilmente dalla spaventosa forza delle singole unità : sono parecchio difficili da controllare e richiedono dunque molta esperienza.
La novità di Dawn of War 2 è portata dai Tiranidi, alieni veramente brutti da guardare che, come gli Orki, fanno del numero il loro punto di forza.
C’è poca varietà di unità e quindi, ovviamente, saranno avvantaggiati nelle prime fasi di scontro ma dovranno fare i conti con la loro scarsa resistenza ai colpi.
Ogni razza ha una propria risorsa globale che può utilizzare in qualsiasi momento per attivare delle potenti abilità speciali : per quanto riguarda gli Space Marines, la risorsa globale è il Fervore, per gli Orki la Waaagh!, per gli Eldar la potenza psichica e la biomassa per i Tiranidi.

Tanti amici con cui giocare in così poco spazio

L’aspetto multiplayer di DoW 2 è molto curato : il gioco si appoggia sulla piattaforma Live di Windows (quella utilizzata dall’XBox 360 per intenderci) e quindi sarà sempre abbastanza facile trovare avversari con cui giocare, soprattutto tenendo conto che ESL (Electronic Sports League) ha deciso di puntare molto sul prodotto di casa THQ arrivando ad inserire il gioco in EMS (che sarebbe la Champions League dell’e-sports, un torneo europeo con in palio bei soldoni).
Purtroppo c’è da notare che le mappe sono poche : 3 per quanto riguarda l’uno contro uno e 5 per il tre contro tre ma siamo certi che ne verranno aggiunte delle altre ufficiali o perlomeno create dai modder.
Le modalità di gioco sono due e vanno dall’annientamento, dove ovviamente dovremo distruggere completamente l’esercito avversario, al controllo di punti vittoria, nel quale per vincere dovremo controllare delle particolari zone strategiche per un determinato lasso di tempo.

Conclusioni

Dawn of War 2 è un prodotto concepito con impegno e cura dei particolari e sarà molto amato dagli amanti degli RTS e non solo : a causa dello scarso lato “manageriale” portato dai pochi edifici costruibili, potrebbe essere amato anche da quella fetta di giocatori che preferiscono gli scontri veri e propri alle interminabili costruzioni.
La grafica è ben realizzata anche se, come già detto, è leggermente esosa in termini di risorse, ma lascia indubbiamente soddisfatti; il sonoro per quello che riguarda le truppe è ripetitivo e presto ci stancheremo di sentirlo (tranne per gli Orki), mentre la musica è sempre azzeccata ed accompagnerà il gioco in maniera piacevole.
Il sistema di comandi è semplice e lineare, quindi perfetto : tasto destro o drag & drop per selezionare le truppe, tasto sinistro per dare i comandi, nulla di più facile.
La longevità è alta sia vista la lunghezza della campagna singola, sia vista l’affollatissima community presente nei server e lo spuntare di nuove competizioni online.
Nel complesso non possiamo che promuovere DoW 2 affibbiandogli il titolo di miglior RTS multiplayer degli ultimi anni (attendendo sempre StarCraft II che adesso ha un rivale del suo spessore).

Voto: 8.8/10

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Problema online per Dawn of War 2

10 marzo 2009 Tencar Nessun commento

Non so se è successo perchè sono ancora un utente Windows XP con, purtroppo, il Sistema Operativo in italiano, ma -diamine- ho perso una buona parte del pomeriggio a cercare di capire come diavolo connettermi a Games for Windows – LIVE dall’interno di Dawn of War 2.
Ecco la procedura da eseguire :

1 - Aprire il prompt dei comandi (Esegui -> CMD)
2 - Scrivere il seguente comando senza virgolette 'netsh int ip reset resetlog.txt'
3 - Andare su Esegui e scrivere il seguente comando senza virgolette 'regsvr32 msxml.dll'
4 - Andare su Esegui e scrivere il seguente comando senza virgolette 'regsvr32 msxml3.dll'

Good Luck!
NON MI ASSUMO NESSUNA RESPONSABILITA’, SE VOLETE PROVARE QUESTO METODO, LO FATE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO :D

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