Drakensang (Pc) – Recensione
Un occhio nero per i casual gamers, questo è “Ruolo allo stato puro”, gente!
Abbiamo assistito al cambiamento e al lento evolversi (o forse involversi, dipende da che punto si vuol vedere la faccenda) del mercato dei videogames: differenti fasce d’età e di persone si sono lasciate coinvolgere andando a rafforzare la schiera di giocatori (folta) che al giorno d’oggi unisce milioni di utenti.
Se si pensa a qualche tempo fa, questo era un mondo ristretto, quasi elitario, e ciò si rispecchiava anche nei videogiochi prodotti dieci-quindici anni orsono in cui la difficoltà e la longevità media erano sufficientemente elevati, permettendoci di ricevere in dono emozioni indelebili e totale appagamento.
Adesso non è più così e lanciando un’occhiata fugace ai dati di vendita delle console è possibile notare come questa tesi sia supportata da essi: la console più venduta è la Nintendo Wii con il suo best-seller Wii Sports, non proprio due prodotti famosi per la profondità di gioco.
E’ dunque possibile proseguire per questa strada intrapresa prendendo come esempi esemplificativi dei titoli usciti negli ultimi tempi che hanno generato un hype pazzesco: Prey e l’ultimo capitolo di Prince of Persia; cosa li accomuna? L’impossibilità di morire: nel primo, una volta che la barra dell’energia viene ridotta a zero, si entra in una specie di limbo, si affronta qualche nemico e si torna al punto in cui avevamo perso conoscenza mentre per il secondo, nel caso in cui dovessimo sbagliare un salto o essere sbaragliati durante uno scontro, ci penserà la bella Elika a portarci indietro nel tempo e farci tornare in vita.
Tutto questo con buona pace degli Hardcore Gamers che vorrebbero dei prodotti old-style.
Ma in supporto di tutti i giocatori più “duri”, arrivano i ragazzi di Radon Labs che, andando controcorrente, realizzano Drakensang, un RPG dedicato ad un pubblico di nicchia, ovvero i puristi dei giochi di ruolo.
Das Schwarze Auge
Questo è il sottotitolo tedesco di Drakensang, tradotto in inglese con “The Dark Eye” ed in italiano con “Uno Sguardo nel Buio” (scherzosamente “Occhio Nero” nel cappello introduttivo).
Il mondo nel quale è ambientato il titolo distribuito nel nostro bel Paese dalla FX Interactive, prende spunto a piene mani da un gioco di ruolo cartaceo tedesco (sì, proprio di quelli con dadi, carta e penna che esistono ormai da più di 30 anni) di nome “Das Schwarze Auge”, i cui manuali vanno per la maggiore in Germania, come attestano anche i numerosi premi vinti nel corso della sua lunga stori.
Drakensang è ambientato nel mondo di Etrha e per la precisione ad Avestrue, piccolo villaggio che sorge vicino ad un fiume (denominato in maniera molto fantasiosa ‘Grande Fiume’) di Aventuria.
Il nostro avatar virtuale si troverà qui a causa della lettera di un vecchio amico, Ardo, che ci chiede aiuto poiché la sua città, Ferdok (che fra l’altro è anche la capitale della regione), è sconvolta da una serie di omicidi e violenze, lasciandoci intendere che spetterà a noi il compito di supportarlo e venire a capo di questa strana ed intrigante faccenda.
Questo non è un paese per fannulloni
Ovviamente, il primo dei nostri pensieri sarà quello di creare il personaggio scegliendo tra le tre razze disponibili (nani, elfi o umani divisi a loro volta in tre ulteriori sottorazze) e i vari mestieri che possono andare dal ciarlatano, al ladro, passando per il mago o il guaritore. Per chi non vuole accontentarsi degli alter-ego preconfezionati c’è l’interessante “Modalità esperto” che permette di modificare ogni singolo aspetto del nostro futuro avventuriero, come se ci trovassimo davvero davanti ad un master, con la scheda del personaggio in bianco, pronta per essere compilata dalla nostra fida matita.
Gli aspetti fondamentali del nostro avatar sono gli attributi che delineano la sua personalità e le caratteristiche fisiche e che comprendono elementi come la forza, l’intelligenza ed il carisma, fattori che suoneranno molto familiari a tutti coloro che sono esperti dell’affascinante universo dei Giochi di Ruolo cartacei; altri dettagli per tracciare le abilità dell’avventuriero che stiamo creando sono i valori base (Energia astrale per le magie, Vitalità che delinea il numero di ferite che potrà subire e così via), le abilità speciali, gli incantesimi, i mestieri ed i talenti che si dividono in cinque gruppi ovvero fisici, sociali, naturali, conoscenza e artigianali.
Ebbene sì, avete proprio letto bene, artigianali! E’ infatti presente il crafting (termine conosciuto senza dubbio dai giocatori di mmorpg; è un sistema che permette, a partire da materiale trovato, comprato o scambiato, di creare degli oggetti) che, una volta indossato il nostro grembiule, ci potrà permettere di creare pozioni e balsami (Alchimia), armi (Forgia) o archi e frecce (Fabbricazione di Archi).
Ovviamente, come è lecito aspettarsi da un RPG (Role Playing Game, acronimo equivalente a GdR) che si rispetti, completando le varie missioni (o quests) e infilzando i nemici qui e lì, guadagneremo dei punti avventura che faranno evolvere il personaggio, portandolo ad un nuovo livello di esperienza.
Come on Barbie, let’s go party!
Come in tutti i giochi della sua categoria, anche Drakensang : The Dark Eye introdurrà i nuovi utenti al suo mondo gradualmente, tramite delle missioni che fungeranno da tutorial, arricchite grazie a delle graziose finestre che ci spiegheranno per filo e per segno i nostri compiti.
Le prime quests faranno vivere la famosa “Sindrome del postino”, ovvero, un simpatico omino posizionato nel punto A vi dirà cosa fare (uccidi, raccogli, cerca, parla…), voi andrete nel punto B per raggiungere il vostro obiettivo e dunque tornerete, tronfi , al punto A per ricevere l’adeguata ricompensa.
La faccenda inizierà ad essere più intrigante quando, una volta che ci si è rodati, entrerà in gioco il party, ovvero il gruppo che accompagnerà il nostro eroe principale in giro per questo mondo fantastico. La scelta dei membri che comporranno la piccola task-force, quattro tenendo conto anche del nostro avatar, dovrà essere oculata, attenta e precisa. Questo sarà il punto cruciale del gioco, ciò che porterà a completare o no la missione principale, ciò che distinguerà un bravo giocatore da un principiante.
L’equilibrio tra forza bruta, arte comunicativa e magia è fondamentale, creare squilibri porterebbe, in maniera rapida, alla sconfitta.
Una feature originale ci dona la possibilità di parcheggiare in maniera momentanea, all’interno di una casa di nostra proprietà, gli avventurieri che non intendiamo utilizzare e che saranno dunque disponibili in qualsiasi momento.
Intelligenza Artificiale, questa quasi conosciuta
Dopo aver speso tutte queste belle parole, andiamo ad analizzare gli aspetti tecnici di Drakensang, partendo dalla grafica che impressiona positivamente ed è molto piacevole da guardare. Le ambientazioni del gioco di ruolo ‘Das Schwarze Auge’ sono riprodotte fedelmente, così come sono stati realizzati in maniera più che sufficiente i vari personaggi mentre c’è qualche appunto inerente la conpenetrazione di poligoni visto che, se c’è troppa vicinanza tra due avventurieri, si notano le braccia o le gambe di uno scomparire nel corpo del proprio vicino.
I suoni della battaglia e la colonna sonora realizzata da Dynamedion sono emozionanti e coerenti con i vari momenti di gioco mentre il parlato è stato tradotto in Italiano nella solita maniera impeccabile con cui la FX Interactive ha abituato bene i propri utenti.
Una nota negativa è portata dall’intelligenza artificiale dei propri seguaci che, purtroppo, non rispondono sempre attivamente e restano alcune volte troppo indietro rispetto all’azione, lasciandoci soli ad affrontare gli avversari, salvo arrivare quando ormai la situazione è (quasi) compromessa.
Conclusioni
Drakensang : The Dark Eye è un prodotto da acquistare.
Nonostante sia indirizzato ad un pubblico esperto, nulla vieta a chi si avvicina per la prima volta ai GdR di giocarlo, d’altronde la pratica porta alla perfezione.
La grafica ed il comparto sonoro sono buoni e non hanno nulla da invidiare a blockbuster che hanno richiesto molte finanze (altro elemento encomiabile del prodotto è la sua realizzazione a fronte di un budget limitatissimo).
L’unico difetto è, come già detto in fase di recensione, l’intelligenza artificiale dei nostri alleati che talvolta ci lascia solitari durante uno scontro ma crediamo che si possa chiudere un occhio, d’altronde stiamo parlando di un titolo che regalerà circa cinquanta ore di gioco per quel che riguarda la missione principale, molte di più volendo svolgere tutte le varie sottoquests.
La localizzazione, sia nel parlato che nei menù, è ottima, il prezzo è più che competitivo e allora perché farsi sfuggire questa perla?
Consigliatelo anche agli amici, non è mai troppo tardi per giocare di Ruolo.
Voto: 8.8/10
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