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The Lost Crown (Pc) – Recensione

26 novembre 2009 Tencar Nessun commento

Un’avventura non adatta ai deboli di cuore: The Lost Crown. Preparatevi ad addentrarvi in un racconto interattivo spaventoso, inquietante e pieno di colpi di scena.

Jonathan Boakes è famoso nel mondo delle avventure grafiche grazie alla serie Dark Fall, il cui inizio è datato 2001. Non pago del successo ottenuto con i suoi precedenti lavori, tenta di aggiungere un nuovo tassello alle sue creazioni realizzando The Lost Crown – Un’avventura di fantasmi, punta & clicca sviluppato dalla Darkling Room (il cui massimo esponente è il già citato Boakes) in collaborazione con Matt Clark, giunto agli onori della cronaca con Barrow Hill.
Il lavoro realizzato da questi sviluppatori indipendenti è degno di lode, considerati l’esiguo budget e il numero ridotto di persone che hanno dato il loro apporto al progetto, ma non esente da difetti come vedremo nei prossimi paragrafi.
Quindi bando alle ciance e andiamo a vedere in quale terrificante storia si andrà a trovare il nostro protagonista Nigel Danvers e la sua involontaria (ma non si sa fino a quanto) “assistente” Lucy Reubans.

Mi sono informato c’è un treno che parte alle 7.40

Attenzione: ci duole farlo, ma in questo paragrafo sono presenti necessari e dettagliati spoilers inerenti la prima ora di gioco, chi vuole avere sorprese e non essere informato è pregato di saltare a piè pari le prossime righe.
In questi tempi di crisi è difficile trovare un lavoro e pensare che c’è chi, per voglia di ficcare il naso negli affari aziendali, non solo lo perde, ma viene anche minacciato.
Nigel Danvers è un semplice impiegato della Hadden Corporation, società londinese produttrice di strumenti atti al rilevamento e successiva analisi dei cosiddetti fenomeni paranormali; durante una sera inoperosa, il nostro simpatico protagonista decide di mettersi a frugare nei database e nei computer del suo ufficio andando a pescare, tra i tanti dati, dei documenti inerenti alcuni esperimenti sospetti praticati da alcuni suoi colleghi; essendo stato poco attento nella sua ricerca, viene individuato dal suo capo che decide di mettere sulle sue tracce due uomini addetti al lavoro “sporco” e così, spaventato, si reca nella stazione di Londra e prende il primo treno in partenza portando con sé i documenti compromettenti.

Pattinare senza pattini: si può fare!

All’occhio, anche meno attento, del giocatore balza subito un particolare, guardando gli screenshot allegati: The Lost Crown è quasi totalmente in bianco e nero, salvo piccole spruzzate di colore qui e lì, eseguite con maestria e precisione, per aggiungere un tocco di mistero alle varie location; questa scelta che può sembrare azzardata, tende a rivelarsi azzeccatissima, poiché riflette a pieno l’ambientazione delle tediose piccole cittadine inglesi, quasi perennemente inghiottite dalla nebbia.

Come già visto in altri titoli, possiamo notare il giusto connubio tra 2D e 3D: i fondali sono creati tramite immagini prerenderizzate e vere fotografie a cui vengono aggiunti, di tanto in tanto, elementi “mobili”. La risoluzione, a dispetto delle altre produzioni di Boakes, è accettabile: 1024×768 ci permetterà di apprezzare tutto ciò che c’è da vedere.

Finite le lodi del comparto grafico, passiamo alle pecche.
Le animazioni dei vari personaggi che incontreremo durante il gioco e dello stesso protagonista non brillano: la camminata di Nigel, lenta e macchinosa, appare poco realistica, difatti il personaggio si sposterà come scivolando tra i vari sentieri, come se avesse il ghiaccio sotto i piedi. Lo stesso Nigel non pare disegnato in maniera impeccabile mentre le altre figure umane e animali con le quali capiterà di interagire soddisfano sufficientemente.

Per quanto riguarda il sonoro, il giudizio è difficile da formulare: meravigliose le musiche, che caratterizzeranno gli attimi fondamentali della trama, fantastici gli effetti di contorno che, sia in città, che nelle grotte, che nella palude ci fanno immedesimare nel personaggio, altalenanti i doppiaggi poiché alcuni personaggi hanno una voce abbastanza anonima.

L’interfaccia è minimale: sullo schermo non c’è assolutamente nulla, l’icona del mouse cambia in presenza di hot-spot, ovvero di quei punti nei quali potremo interagire (come ad esempio quando potremo prendere un oggetto o parlare con una persona), permettendoci di capire che il nostro protagonista può dunque fare qualcosa.
Spostando il puntatore nella parte alta della schermata, potremo accedere al menù, mentre muovendolo nella parte bassa, faremo comparire l’inventario: con un click del tasto sinistro si usano gli oggetti, con il tasto destro si selezionano.

Gli enigmi, variegati ed interessanti, caratterizzano, come è giusto che sia, l’intera avventura e contemplano il classico “raccogli, combina ed utilizza”: più innovativi quelli inerenti l’attrezzatura specifica di Nigel per comunicare e rilevare i fantasmi che potrebbero concedere qualche brivido ai vari giocatori.

Terminiamo la disamina tecnica, specificando che la localizzazione italiana tocca i menù ed i sottotitoli poiché i dialoghi sono in inglese; non sempre è precisa come ci si aspetterebbe, spesso le traduzioni sono proprio letterali lasciando quindi il giocatore con poca conoscenza della lingua anglosassone spiazzato: trascurabili alcuni errori di battitura.

Conclusioni

Considerata la qualità e la longevità media delle avventure grafiche uscite negli ultimi anni, ci sentiamo di consigliare caldamente l’acquisto di The Lost Crown agli appassionati: una longevità che si attesta intorno alle 35 ore ed una trama interessante condita con appaganti colpi di scena giustificano la spesa; certo, bisognerà chiudere un occhio di fronte ad alcuni problemi di realizzazione grafica e di localizzazione, ma non è nulla di serio che possa minare l’esperienza di gioco.
L’utilizzo dei macchinari per la rilevazione e la comunicazione con i fantasmi è un tocco di classe che renderà più speziati gli enigmi, facendo uscire il titolo dal solito canovaccio a cui i giochi di questo genere ci hanno abituato; se amate i punta e clicca, non lasciatevelo sfuggire.

Voto: 8.2/10

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Football Manager 2010 (Pc) – Recensione

11 novembre 2009 Tencar Nessun commento

L’ora è finalmente giunta: lasciate da parte il telecomando, le scarpe e gli abbonamenti per la vostra squadra del cuore. La panchina è lì che vi aspetta

Il dualismo, in senso generale, è un concetto che vede la presenza di due essenze o principi opposti ed inconciliabili.
Il dualismo, nel mondo dei videogiochi, consta, soprattutto per quel che riguarda il sottoinsieme sportivo, di una lotta parecchio stimolante: pensiamo all’eterno scontro tra Fifa e Pro Evolution Soccer che porta ognuno dei due rivali a migliorarsi di anno in anno al fine di superare l’avversario; tutto ciò giova soprattutto agli utenti che potranno usufruire di prodotti creati in maniera sempre più precisa, godendo di un’ottima esperienza di gioco.
Puntuale come non mai, arriva l’attesa sfida tra Scudetto e Football Manager (attenzione, questo messaggio contiene spoiler ma siamo certi che tutti quanti avrete già visto il voto presente in fondo alla pagina) risolta in favore del titolo Sport Interactive per l’ennesima volta grazie alla foltissima comunità che ha dato il proprio supporto ai programmatori che, dopo aver introdotto interessantissime novità e rivoluzionato la grafica, hanno ascoltato tutti i consigli degli appassionati per creare quello che è, al momento, il miglior simulatore manageriale calcistico mai realizzato.

L’innovazione è la chiave

Il punto di forza dell’edizione 2010 di Football Manager è il perfetto connubio tra gli elementi tradizionali che hanno fatto il successo della serie di casa Sport Interactive ed un interessante ventaglio di nuove e gustose opzioni che rendono il tutto più corposo e delizioso, lasciando in bocca ai veterani del titolo il piacere di una nuova scoperta.
La grafica delle varie schermate è stata completamente stravolta: innanzitutto il vecchio menù laterale è stato soppresso ed il tasto destro ha assunto connotati differenti e permette, mediante la sua pressione, di visualizzare un menù contestuale utile in varie occasioni (ad esempio, cliccando su un calciatore sarà possibile metterlo tra i possibili giocatori in partenza, rinnovargli il contratto, organizzare un allenamento speciale e così via).
Il particolare più interessante è la possibilità di inserire nella parte bassa dello schermo le notizie che riterremo più utili come ad esempio la classifica del campionato, la lista dei giocatori infortunati e le varie trattative di mercato mentre in alto a destra troveremo l’enorme tasto “Continua” che farà sì che il tempo vada avanti e ci faccia arrivare pimpanti alla prossima partita.

Sì alle notizie, ma solo se di un certo rilievo

Abbiamo già elencato parecchie features e siamo ancora lontani dalla fine, questo dovrebbe indubbiamente giustificare l’enorme entusiasmo che avrete sicuramente denotato nel cappello introduttivo.

E’ fondamentale, per ogni allenatore, tenersi aggiornato seguendo i risultati delle rivali e gli spostamenti di mercato dei propri pupilli: grazie alla sezione abbonamenti, potremo filtrare le notizie per far sì di dedicarci totalmente a ciò che realmente ci interessa; d’altronde sapere che la Valle del Giovenco ha ottenuto il suo terzo successo di fila nella Prima Divisione della Lega Pro non è rilevante per un allenatore di Serie A (o forse sì?).

Messa da parte l’originalità, i ragazzi di Sport Interactive hanno preso ispirazione dai cugini creatori di Scudetto, realizzando uno strumento efficace ed utile, ovvero l’analizzatore tattico di tutte le partite giocate dalla nostra compagine con il quale potremo controllare gli errori dei nostri calciatori, annotare quali sono gli schemi più congeniali per la nostra squadra e quali aspetti della formazione potremmo ulteriormente migliorare per arrivare finalmente a vincere anche in trasferta.

“E che tattica adopererete? Adotterete anche voi la zona?” “No, io adotto un altro tipo di tattica: la Bizona”

Citando uno dei più grandi maestri tattici, Oronzo Canà, andiamo dunque a parlare delle tattiche, anche esse rivoluzionate da cima a fondo.

Oltre alla già presente possibilità di usare le poco originali e scontate tattiche preimpostate quali 3-4-3, 3-5-2 offensivo, 3-5-2 difensivo e così via potremo creare un nostro stile di gioco totalmente da zero grazie ad un utilissimo wizard che ci assisterà passo passo.

Le fasi di questo sistema di costruzione sono otto e tra le più importanti possiamo annoverare la formazione, con la quale potremo scegliere quanti giocatori schierare in difesa, quanti sulla linea mediana e quanti in attacco, la filosofia di gioco che potrà essere offensiva, difensiva o basata sulla fantasia, lo stile di gioco in materia di passaggi, pressing, contrasti, marcatura o cross e potremo decidere i fondamentali ruoli dei giocatori. Per ogni nostro calciatore potremo impostare un ruolo ben specifico passando per il terzino fluidificante, difensore centrale, difensore che imposti, regista arretrato o avanzato, punta avanzata, fulcro del gioco, trequartista, attaccante completo o che pressa. Una volta giunti a conclusione di tutti questi passi, potremo assegnare dei compiti a ciascun atleta come ad esempio difendere, attaccare o sostenere.

Durante la partita sarà possibile inoltre dare delle istruzioni da bordo campo (i cosiddetti urlacci dalla panchina) che permetteranno ai nostri giocatori di seguire i consigli degli allenatori che potranno riguardare il possesso palla oppure il giocare più stretti o più larghi.

C’era un grande prato verde

La partita simulata potrà essere seguita sia soltanto in modalità commento (che consta di tantissime frasi) oppure con grafica 2D o 3D. Le animazioni dell’engine tridimensionale sono state migliorate ed ora contengono circa cento nuovi movimenti per quanto concerne i giocatori, sono disponibili più stadi ed il pubblico è realizzato in maniera più credibile rispetto al passato.

Per quanto riguarda la gestione prettamente mediatica di Mourinhana memoria, ogni allenatore potrà consultarsi con lo staff per qualsiasi aspetto della gestione della squadra e indire conferenze stampa alle quali parteciperanno giornalisti di testate reali sempre pronti a pungere il tecnico con le loro domande impertinenti.

Finita l’analisi tecnica del gioco, passiamo a parlare della longevità che è già ai livelli massimi con tutta questa carne messa sul fuoco da Sport Interactive ma che viene portata all’estremo grazie ad un potente editor con il quale sarà possibile creare nuovi campionati oppure aggiungere semplicemente delle leghe, come ad esempio quella dilettantistica (serie D) per quello italiano, per la felicità estrema dei modder che seguono con passione e dedizione lo sviluppo del gioco e che fanno parte di una community veramente ampia.

Conclusioni

Football Manager 2010 è un must have: per tutti gli appassionati di giochi manageriali è un acquisto obbligato.
La versione di quest’anno si rinnova, stravolgendo e migliorando gli aspetti che hanno reso la serie famosa in tutto il mondo e facendo certamente la gioia di ogni appassionato: la grafica è stata cambiata in meglio, rendendo il tutto più usabile e comprensibile anche agli occhi di un novizio, l’engine 3D ha subito un buon aggiornamento che lo ha reso più godibile, la giocabilità e la longevità si attesta su livelli di piena eccellenza.

Siete ancora qui a leggere? Cosa state aspettando? Correte a comprarlo!

Voto: 9.1/10

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Aion (PC) – Recensione

26 settembre 2009 Tencar Nessun commento

Aion ti mette le ali! Prendiamo in prestito il motto di una famosa pubblicità per riassumere con 5 parole l’essenza del nuovissimo MMORPG

Il momento che tantissimi videogiocatori aspettavano è arrivato: Aion (che nella sua versione europea ha perso il sottotitolo ‘The Tower of Eternity’) è finalmente disponibile.
World of Warcraft è libero di tremare perché stavolta l’avversario è degno; in tanti hanno cercato di rubare lo scettro al re dei MMORPG ottenendo anche buoni risultati ma nessun prodotto è riuscito anche solo a scalfire la leadership del titolo Blizzard.
NCSoft ha potuto sfruttare tutta l’esperienza acquisita producendo e sviluppando titoli molto conosciuti ed apprezzati quali Guild Wars, City of Heroes (of Villains) ed i due capitoli di Lineage per tentare di ottenere un posto al sole nell’affollatissimo mondo dei Massively Multiplayer Online Role-Playing Game ed ha tutte le carte in regola per ambire a qualcosa di più, d’altronde i numeri eccezionali ottenuti dalle prevendite parlano chiaro ed è difficile che tutti quei giocatori possano sbagliare.

L’eterna lotta tra il bene e il male (ed un altro elemento che potrebbe dare fastidio)

Il Background di Aion è abbastanza interessante e da luogo ad un innovativo stile di gioco per i MMORPG di cui parleremo nei paragrafi a seguire.
Atreia, ovvero il mondo nel quale è ambientato il gioco, è composto principalmente da tre razze che coabitano in queste fantastiche lande in maniera non proprio pacifica: andiamo a scoprire quali sono.
Gli Elyos sono una sorta di Angeli e sono in perenne lotta con gli Asmodian che ritengono responsabili della distruzione della Torre dell’Eternità. Vivono nel regno di Elysea, nella parte a sud di Atreia e possono sembrare amichevoli a prima vista ma non provano alcuna pietà nei confronti di quelli che ritengono nemici.
Gli Asmodian che, a loro volta, ritengono gli Elyos responsabili della distruzione della Torre, vivono a nord, nelle terre conosciute come Asmodae e la loro capitale è Pandaemonium. A dispetto delle loro sembianze, quasi demoniache, paiono essere molto cordiali nei confronti degli alleati.
I Balaur sono l’unica razza non giocabile dagli utenti; dopo la distruzione della Torre vennero esiliati nell’Abyss. Essi controllano castelli all’interno di quella particolare zona e intervengono nelle lotte tra Elyos ed Asmodian, spesso potrebbero aiutare uno dei due schieramenti, il più debole, per poi distruggerlo una volta finita la battaglia.

Che classe!

Le classi sono i particolari mestieri che caratterizzeranno ogni personaggio giocante e che potremo scegliere al momento della creazione del nostro avatar virtuale e sono, per il momento, quattro.
Il Warrior è un Guerriero che fa dell’arte del combattimento corpo a corpo il suo punto di forza, lo Scout è solitamente un veloce e preciso arciere, maestro delle armi leggere, il Mage è un Mago che baserà i suoi combattimenti sulle potenti ed arcane arti magiche ed il Priest è una sorta di monaco esperto nell’arte della guarigione.
Ognuno di questi lavori avrà a disposizione due specializzazioni che potranno essere conseguite con il proseguire dei livelli e renderanno più personalizzato il personaggio; esse sono Gladiatori o Templari per i Warriors, Ranger o Assassini per gli Scouts, Stregoni o Maestri degli spiriti per i Mages e Chierici o Bardi per i Priests.
Per quel che riguarda le professioni vere e proprie, c’è tantissima carne a fuoco e siamo certi che non ci sia tempo per annoiarsi, le varie Crafting Professions sono Cooking, Weapon Smithing, Tailoring, Alchemy, Handicrafting e Armor Smithing; ovviamente, per ognuna di queste particolari abilità, avremo bisogno di materiale che potrà essere raccolto o estratto con altre particolari skills.

E’ Tutta questione di Abilità

L’interfaccia Utente di Aion è veramente intuitiva ed usabile, a livelli massimi ed è accessibile ovviamente sia agli utenti più esperti che ai niubbi (italianizzazione del termine inglese newbie, novellino o neofita). Nella parte bassa dello schermo appariranno la foto del nostro personaggio ed il suo livello, tre barre inerenti gli HP, i MP e gli XP (rispettivamente i punti ferita, i punti mana ed i punti esperienza), fino a tre barre con le nostre abilità od oggetti ed il tempo rimanente di volo (di cui parleremo più avanti nel corso di questa recensione), ed infine una mappa locale dell’area nella quale ci troviamo. Appena sopra, sulla sinistra, troviamo una text box nella quale interagire con tutti gli utenti ed in alto a destra potremo vedere le missioni attive ed i requisiti per portarle a termine.
Particolare attenzione va riposta nelle skills (o abilità) che caratterizzeranno il nostro personaggio e che sarà possibile attivare cliccandoci sopra con il mouse oppure premendo il numero relativo alla posizione all’interno della barra; oltre a quelle normali, avremo a disposizione anche delle particolari chain skills (abilità a “catena”) che si attiveranno dopo averne attivate a loro volta altre dando il via ad una sorta di effetto cascata e ci permetteranno di effettuare delle combo che in certi casi sono addirittura devastanti e consentiranno di spazzare via più nemici in pochissimo tempo.

Volare, oh oh!

Fin qui effettivamente non c’è nulla di nuovo sotto al sole, i giocatori più navigati potranno aver letto questa espressione con un sorriso beffardo e quell’espressione che dice “Sì, ma tutto questo l’ho già visto” e non su possiamo essere d’accordo.
Ci sono degli aspetti che abbiamo volutamente tralasciato per parlarne con calma in questo paragrafo perché si sa, dulcis in fundo.
Innanzitutto, a partire dal decimo livello circa, ogni personaggio giocante avrà l’occasione di conquistare le ali, caratteristica non da poco (anche se non del tutto originale in quanto è stata già utilizzata in Flyff, un MMORPG free) che ci permetterà dunque di esplorare Atreia non solo in maniera orizzontale, ma anche in modo verticale, dando vita inoltre a scontri aerei spettacolari all’ultimo colpo: ogni avatar virtuale avrà però poco tempo di volo a disposizione che dovrà dunque essere speso in maniera ottimale anche se, grazie all’ausilio di particolari abilità ed oggetti, si potrà godere di qualche secondo di volteggio in più.
Caratteristica non di poco conto è l’introduzione del tanto decantato PvPvE (Players versus Players versus Environment): come già specificato, le razze giocabili sono due e si scontreranno in duelli epici all’interno del mondo esplorabile ma, durante queste lotte, potrà intervenire anche la terza razza, quella dei Balaur che potrà spostare l’ago della bilancia in favore di una fazione, salvo poi decidere di distruggere anche i vincitori.

Conclusioni

Aion è un prodotto da acquistare?  Definitivamente sì.
La realizzazione grafica ed i vari effetti sono favolosi anche se leggermente simil-manga, caratteristica che potrebbe far storcere il muso a qualcuno, le musiche sono estremamente coinvolgenti ed i dialoghi ben realizzati.
Le interfacce di facile utilizzo trovano consensi sia nelle comunità di vecchi giocatori, sia in quelle inesperti di neofiti che si avvicinano per la prima volta ad un MMORPG.
Manca purtroppo la traduzione nella nostra lingua madre ma l’inglese è abbastanza comprensibile e non c’è da escludere l’implementazione dell’italiano nei prossimi mesi a seguire.
Il fenomeno della Lag è presente in alcuni server più sovrappopolati ma c’è da sperare che con l’apertura del gioco fissato al 25 settembre questi problemi siano risolti (ne parleremo nello speciale Magic (M)Moment di Ottobre), d’altronde gli utenti pagano un canone mensile per giocare, quindi pretenderanno il massimo.
Arrivando al sodo, Aion potrebbe essere la WoW Killer Application ma per vedere se le ottime idee messe in campo da NCSoft avranno il consenso del pubblico occorrerà aspettare qualche mese.

Voto: 9.1/10

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Blood Bowl (PC) – Recensione

23 settembre 2009 Tencar Nessun commento

“Ciao Jim, pronto ad un altro match pieno di passaggi, mete e ossa rotte?” “Sì Bob, un saluto ai telespettatori, questo è Blood Bowl”

Dopo 26 anni di attesa e due titoli usciti che non hanno riscosso grande successo, forse a causa dell’assenza di licenze ufficiali, Blood Bowl arriva sui nostri monitor e schermi più cattivo che mai.
Cyanide Studio, forte dell’esperienza di Chaos League (prequel di questo nuovo titolo), Pro Cycling Manger, Pro Rugby Manager e Horse Racing Manager cerca di proporre un titolo che non deluda gli appassionati ma che possa anche avvicinare nuove leve al mondo del Fantasy Football.
L’impresa non è delle più facili in quanto Blood Bowl potrebbe apparire come un titolo di nicchia, dedicato ad uso e consumo dei giocatori del Boardgame a causa delle difficoltà del regolamento (è possibile trovarlo in rete, giunto ormai alla sua quinta edizione, fiero e completo nelle sue oltre 60 pagine) e della particolarità del tema trattato: niente di più sbagliato. La versione video ludica del titolo Games Workshop si prepara ad accogliere tra le sue braccia tozze e pelose anche i neofiti grazie alle varie modalità di gioco, totalmente personalizzabili.

Una necessaria introduzione

Blood Bowl è, come ampiamente accennato, un BoardGame creato dalla Games Workshop anni fa, nel fantastico mondo fantasy di Warhammer basato sul Football Americano ed ha come protagonista squadre composte da Orchi, Elfi, Nani e tutte quelle razze che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare nei vari film e romanzi Fantasy. Il tutto si svolge su un campo quadrettato lungo 26 quadretti e largo 15 suddiviso in due fasce, una zona centrale e due zone di meta.
Ogni allenatore avrà la modica cifra di un milione di monete d’oro per costruire la propria formazione composta da 11 o più atleti, con i propri supporter ed aiutanti a bordo campo, come ad esempio guaritori in grado di rimettere in sesto i nostri infortunati o maghi pronti a far esplodere una palla di fuoco su un malcapitato della squadra avversaria.
Gli atleti hanno un ruolo, un costo, delle particolari abilità e quattro caratteristiche che sono il movimento (che stabilirà il quantitativo di caselle per le quali potremo spostare il nostro giocatore), la forza (il grado di botte che potrà dare), l’agilità (utilizzata per schivare colpi o lanciare e prendere il pallone) e il valore armatura (che proteggerà dagli infortuni); essi dispongono di un area di blocco composta dalle otto caselle che lo circondano, nelle quali potranno mazzolare i vicini ma, una volta per turno, possono compiere un blocco su atleti distanti da loro realizzando dunque un blitz.
In base al risultato di una partita, ogni giocatore otterrà dei punti esperienza utili per imparare abilità o migliorare i punteggi delle proprie caratteristiche.
La partita è composta da 2 tempi di 8 turni l’uno (in ogni turno muoverà prima chi riceve il pallone e poi il suo avversario) durante i quali ogni squadra potrà far compiere una ed una sola azione ad un proprio atleta, ma attenzione! Il turno potrebbe finire prematuramente in caso di Turnover che si verifica nel caso in cui, per qualche motivo, il pallone dovesse cadere a terra oppure se un proprio giocatore dovesse finire K.O.
Ogni allenatore potrebbe disporre di rerolls che potranno far tirare nuovamente un dado che ha portato un risultato non proprio favorevole alla squadra.

I Protagonisti

Restiamo nell’aspetto “regolamentare” di Blood Bowl andando ad elencare le otto razze (a cui verranno aggiunte altre, come già dichiarato dai produttori) che potranno essere scelte per scendere in campo e darsela di sana ragione, sperando di fare meta:

Caos. Non è famosa per l’acume tattico: un’elementare carica al centro e via a distruggere tutti gli avversari e se avanza tempo, perché no? Si potrebbe andare a meta.
Elfi Silvani. Passaggi lunghi, abilità nello sfuggire ai placcaggi e grande velocità: doti che si contrappongono alla scarsa forza che crea non pochi infortuni.
Goblin. La poca forza, agilità e armatura viene sopperita dalla possibilità di utilizzare armamenti a gadget che passano dalle bombe alle motoseghe.
Nani. Hanno le qualità perfette per giocare a Blood Bowl: bassi, tozzi e ben corazzati sono tra le squadre più equilibrate.
Orchi. Partecipano ai campionati da quando il gioco è stato inventato e nell’immaginario collettivo appaiono come le squadre più temibili: tosti e grandi picchiatori, riescono a creare buchi nelle formazioni avversarie grazie ai loro Blitzer.
Skaven. Velocissimi, riescono ad andare a meta grazie alla possibilità di sciamare rapidamente verso la fine del campo avversaria. Di contro, la gracilità: è un miracolo riuscire a portare a termine la partita in 11.
Umani. Non possiedono grandi forze o sorprendenti abilità ma non soffrono di nessuna delle debolezze delle altre razze. Sono flessibili e possono utilizzare varie tattiche per andare a meta tramite passaggi o sistemando prima buona parte degli avversari.
Uomini Lucertola. Mix di destrezza e forza, le squadre di Uomini Lucertola possono scontrarsi con squadre fisiche come il Caos e riescono, con buoni formazioni, ad annullare le corse di squadre rapide come gli Skaven.

How to Play

Blood Bowl può essere giocato in modalità Blitz o classica.
Nel caso in cui si optasse per la prima opzione sarà possibile personalizzare tutto il gioco, scegliendo le regole per il campionato e per la coppa, decidere se giocare in modalità a turni o a tempo reale, come se fosse un RTS come gli altri, scegliendo l’impostazione offensiva o difensiva di ogni atleta che si comporterà, se non selezionato dal giocatore, in maniera adeguata alla nostra scelta.
Nella fase di pre-match potremo effettuare un allenamento particolare ad un giocatore magari fuori forma, comprare dei mercenari o uno star player che arricchiranno il parco atleti per una partita oppure scegliere di dopare uno del nostro team che però potrebbe essere sottoposto ad un controllo anti-doping e quindi squalificato.
La modalità classica è il vero Blood Bowl, quello a cui i giocatori del BoardGame sono abituati: una partita di scacchi che ha luogo sul campo quadrettato tra i 22 gladiatori che daranno luogo ad uno scontro senza alcuna esclusione di colpi nel quale sarà opportuno ponderare bene le proprie scelte perché anche il più piccolo errore potrà risultare fatale ai fini del risultato.
Le modalità di gioco, per quanto riguarda il single player, ci permetteranno di giocare una partita di allenamento, un campionato o un’intera campagna nel corso della quale, gli atleti potranno girare il mondo in cerca di tornei, denaro e gloria.
Per aiutare la propria squadra, nessun presidente si farà scrupolo di acquistare, a prezzi non proprio modici, degli incentivi quali bustarelle da donare all’arbitro per far sì che l’uomo vestito a righe chiuda entrambi gli occhi in caso di falli o altre azioni non proprio convenzionali.

Le solite pecche dell’I.A.

Analizzando l’aspetto tecnico di Blood Bowl registriamo notevoli pecche per quel che riguarda l’Intelligenza Artificiale: le squadre comandate dalla CPU tenderanno a fare sempre le stesse azioni e, dopo qualche partita di studio, anche il giocatore meno attento potrà trovare senza troppe difficoltà tutte le contromosse per portare a termine, vittorioso, la partita.
Il comparto grafico è invece ben realizzato e totalmente scalabile tramite le opzioni permettendo al gioco di girare sui 60 fps anche su macchine non troppo recenti.
Le musiche sono coerenti con il contesto e quindi apprezzabili, così come il sonoro proveniente dal campo da gioco, completo di urla, ossa rotte e fischi arbitrali; apprezzabile anche la telecronaca, in inglese, molto divertente ed accurata, con i due telecronisti storici di BB, Jim e Bob.

Conclusioni

Se avete da sempre apprezzato il BoardGame oppure amate i lavori della Games Workshop non potete farvi sfuggire Blood Bowl che è l’esatta trasposizione video ludica del gioco da tavolo.
Anche i profani potranno avvicinarsi al mondo del Fantasy Football in quanto, anche se il manuale delle regole ufficiali di 60 pagine può spaventare, troveranno aiuto grazie all’interessante e completo tutorial fornito dal programma.
La realizzazione, fatta eccezione per alcune pecche derivanti dalla poco intelligente I.A., è lodevole, la localizzazione nella nostra lingua madre completa (escludendo la telecronaca) e la gestione manageriale e tattica della squadra ricorda per alcuni versi capolavori del calibro di Football Manager.
La longevità è ai massimi livelli grazie alla foltissima comunità di tutto il mondo che ha già provveduto ad aprire innumerevoli leghe private, pronte ad accogliere giocatori provenienti da ogni angolo del globo al fine di stabilire chi è il più forte; l’aspetto multiplayer è molto ben curato con la possibilità di creare la propria lega o di partecipare ad altre già attive con un semplice click.
Blood Bowl è un titolo duro per i neofiti, ma non c’è bisogno di preoccuparsi, basta un’ora per entrare nelle sue meccaniche ed è lì che viene la parte più difficile: l’uso prolungato può creare dipendenza.

Voto: 8.2/10

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Scudetto / Championship Manager 2010 (PC) – Recensione

22 settembre 2009 Tencar Nessun commento

“Dimenticavo che in questo Stato si trovano 3 Commissari Tecnici della Nazionale in ogni bar”

Italiani, una volta popolo di santi, poeti e navigatori. Oggi di allenatori. Ce ne sono ovunque, soprattutto di lunedì, basta entrare in un luogo con almeno due persone di sesso maschile per sentire discorsi del tipo “Ma convocando Cassano potremmo trovare quella fantasia che al momento manca” o “Certo che mettendo Menez dietro le punte, grazie ai suoi passaggi di prima, potremmo creare più palle gol” passando per “Sì, ma Del Piero è comunque un leader carismatico ed è quindi giusto lasciarlo in campo”.
Finalmente, tutti noi filosofi del calcio, che continuiamo a cercare ispirazione in ventidue atleti che si divertono ad inseguire il pallone, potremo rendere tangibili le nostre intuizioni grazie al nuovo prodotto di casa BGS (Beautiful Game Studios).
Scudetto / Championship Manager 2010 è l’ennesimo titolo della serie di videogiochi manageriali calcistici creata 17 anni orsono dai fratelli Paul ed Oliver Collyer

Le Divisioni non sono sempre negative

Una volta creato il primo Championship Manager, uscito il primo giorno di settembre nel lontanissimo 1992, i fratelli Collyer decisero di fondare la Sports Interactive al fine di produrre ogni anno un nuovo prodotto realizzato con diverse features ed aggiornato con tutti gli scambi delle varie sessioni di mercato.
Purtroppo (o per fortuna, a seconda dei punti di vista), nel 2004 ci fu una scissione tra Eidos e Sports Interactive e per questo motivo il marchio Championship Manager fu affidato ai ragazzi della già citata Beautiful Games Studios al fine di creare un nuovo gioco e venne così alla luce CM 5 e tutti i suoi successori.
Sports Interactive non rimase con le mani in mano ed acquistò il titolo Football Manager dando vita ad un titolo molto seguito dagli appassionati.

Paghi quanto vuoi

Con un’interessantissima promozione, attuata ovviamente per cercare molti consensi e già sperimentata dalla band musicale Radiohead con l’album ‘In Rainbows’, Atari ha deciso di far scegliere agli acquirenti il costo di Scudetto che poteva partire da un centesimo, arrivando fino a cifre astronomiche, andando a conquistare dunque una buona fetta di utenza affezionata a Football Manager.
Punto dolente di questa iniziativa è l’introduzione degli aggiornamenti di database e di mercato a pagamento (5 euro, non una cifra eccessiva, escluso però quello di settembre, gratuito).
I giocatori del manageriale potranno scegliere tra 32 nazioni opzionabili e navigare nell’enorme base di dati contenente calciatori e staff al fine di costruire la squadra migliore per vincere più tituli possibili, per dirla alla Mourinho.

“Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto, con una bella poltrona blu, la Coppa dei Campioni, Dio e dopo di lui io”

Prendendo spunto da una frase dell’appena citato Special One, esaminiamo dunque gli aspetti tecnici del titolo.
La schermata principale, quella che i giocatori utilizzeranno spesso, ha al centro una finestra e sulla sinistra una colonna divisa in due parti: la superiore con tutte le opzioni disponibili quali tattiche, rosa a disposizione, allenamento e così via e l’inferiore con tutte le news del club come ad esempio le partite del club.
Le interazioni tra l’allenatore ed i suoi giocatori, tifosi e staff avvengono mediante un sistema di posta che terrà sempre aggiornato dunque l’utente che potrà così evitare l’esonero cercando di accontentare presidenza e volere dei tifosi.
Oltre alla prima squadra, si potranno allenare anche le riserve e la primavera, triplicando di fatto il gioco ed avendo a disposizione la bellezza di tre campionati.
Particolare attenzione dovrà essere riposta nell’interazione con i media, nel momento in cui si andrà a parlare con la stampa ed a rispondere alle varie domande dei giornalisti che cercheranno di mettere in difficoltà anche il più abile oratore.
Andando a parlare del fulcro di Scudetto 2010 , ovvero i calciatori, balza subito all’occhio che vicino ad ogni nome e cognome sono visibili delle sigle che identificano il ruolo che potranno ricoprire all’interno del rettangolo di gioco e la loro posizione in campo (destra, sinistra o centrale); occorrerà gettare sempre un occhio alla condizione fisica che modifica, e di molto, l’approccio alla partita: un campione molto affaticato rende sicuramente meno di un giovane motivato ed in forma.
E’ possibile curare ogni opzione tattica con la quale la nostra compagine affronterà le varie sfide che la attendono, è soddisfacente vedere la cura e l’attenzione posta dai programmatori per questo importantissimo e fondamentale aspetto di gioco: aldilà dello schieramento in campo dei calciatori (il classico 4-4-2, l’offensivo 3-4-3, non ci sono limiti se non la fantasia dell’allenatore), si potrà scegliere, per ciascun calciatore, un movimento da effettuare per andare in profondità e fino a due passaggi da tentare una volta in possesso del pallone. Potremo inoltre impartire delle istruzioni collettive di squadra, dei compiti (scegliendo, ad esempio, chi dovrà battere i calci d’angolo da destra e chi da sinistra) ed assegnare istruzioni ad ogni singolo calciatore. Molto importante, infine, la possibilità di realizzare degli schemi per i calci piazzati: sfruttare le debolezze della squadra avversaria e migliorare le tattiche richiede tempo e sudore ma una volta trovato il giusto equilibrio non sarà difficile riuscire a smarcare i nostri beniamini.
Prima, durante e dopo la partita potremo parlare ai nostri giocatori cercando di infondere coraggio, rincuorandoli per una sconfitta immeritata, esaltandoli per una vittoria agguantata all’ultimo secondo o rimproverandoli per una partita persa in malo modo.
Per quanto riguarda la ricerca di nuovi talenti e staff abbiamo trovato alcune difficoltà in quanto i vari risultati che otterremo saranno ordinabili solo per un criterio (come nome, cognome o ruolo), causando non pochi problemi, soprattutto per gli utenti poco esperti: sarebbe stato molto funzionale permettere di sceglierne più di uno.

Linea a bordo campo

Abbiamo parlato di tattiche, calciatori e ricerca di potenziali acquisti, lasciando all’ultimo paragrafo il compito di descrivere la simulazione delle partite.
La visuale 3D è l’unica opzione possibile (ma potremo scegliere il grado di risoluzione adatto al nostro computer, ottenendo 60 fps anche su macchine non proprio performanti al minimo dei dettagli) e c’è da notare che le animazioni sono quantomeno “strane”: capita spesso di vedere dei giocatori che sembrano totalmente privi di intelligenza, che si addormentano sul pallone per minuti, che lo dimenticano indietro durante sgroppate solitarie sulla fascia oppure che lo perdono inciampandoci sopra; inoltre abbiamo osservato, durante la moltitudine di partite simulate, che molte volte la palla termina in rete subito dopo aver baciato il palo, cosa che non sempre accade nella realtà.
I giocatori comunque, al massimo dei dettagli, sono ben realizzati e riconoscibili (sempre ricordando che abbiamo di fronte un titolo simulativo e non Pro Evolution Soccer o Fifa) ed è encomiabile la cura dei disegnatori nella realizzazione delle maglie di gioco.
Una volta finite le partite, accedendo alla sezione ProZone, potremo assistere nuovamente ai replay delle azioni, ottenendo i commenti del nostro staff che potranno aiutarci a capire perché abbiamo preso un determinato gol o cosa fare in fase difensiva per evitare che gli avversari affondino sempre sulla fascia destra.

Conclusioni

Scudetto / Championship Manager 2010 è un buon prodotto che purtroppo non riesce ad arrivare all’eccellenza a causa di alcune imperfezioni: le simulazioni delle partite hanno qualche lacuna dal punto di vista dell’Intelligenza Artificiale, le ricerche di nuovi giocatori sono difficili da ordinare secondo i nostri criteri e non c’è la possibilità di visualizzare l’ingaggio annuale di un calciatore limitando la scelta tra mensile o settimanale.
D’altro canto il contenuto costo (a cui dovremo però aggiungere 5 euro se vogliamo aggiornarlo), lo sconfinato database e l’attenzione minuziosa degli aspetti tattici controbilanciano queste sviste facendo raggiungere al prodotto un discreto voto.
Riuscirà dunque Scudetto a battere l’eterno rivale Football Manager in uscita a fine ottobre? Ai posteri l’ardua sentenza.

Voto: 7.2/10

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